Einstein: un’occasione persa per la RAI

Lo sceneggiato sulla “vita” di Einstein, proposto in due puntate su RAI UNO il 26 e il 27 ottobre 2008, è stata una vera e propria delusione. Peccato. Meritevole il tema e lo sforzo, tuttavia si è travisato molto e traslasciato il più. Non ho compreso il messaggio e lo scopo stesso dello sceneggiato; cosa esattamente volesse esprimere e quale messaggio volesse fornire.

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Etimologia: professione

Professionalità e professionalizzazione traggono origine, il primo all’inizio del XX secolo, il secondo dopo il 1980, dal termine professione, che viene dal latino professione(m), con il significato di dichiarazione, attestazione, manifestazione e, quindi, di mestiere, professione pubblicamente dichiarata. Professione(m) deriva da professus participio passato del verbo profiteri = riconoscere, dichiarare apertamente, composto di pro = davanti e fateri = confessare, riconoscere, intensivo del verbo fari = parlare, dire, da cui anche fatum = profezia, vaticinio, ovvero ciò che è stato annunciato. Continua la lettura di Etimologia: professione

Etimologia: Sandwich

Doppio appuntamento questo settimana con Etimologia, giusto per inaugurare la nuova categoria 😉

image Anche il giocatore più accanito poteva essere preso, al tavolo da gioco, dai morsi della fame ed allora il problema diventava di non facile soluzione: continuare il gioco, mentre la fame aumentava, o soddisfare questo elementare bisogno e dover abbandonare, anche se temporaneamente, il tavolo. Continua la lettura di Etimologia: Sandwich

Similitudini nei movimenti temporali e spaziali

PROLOGO

Il tempo è così fondamentale nella nostra vita quotidiana che comprenderlo può diventare una vera e propria ossessione. Ammesso, e non concesso, di riuscire in questa impresa è comunque interessante analizzarlo e studiarlo, in virtù della sua magica caratteristica di essere “presente” ma – di fatto – fisicamente “assente”. Continua la lettura di Similitudini nei movimenti temporali e spaziali

Numeri magici

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142.857 x 2 = 285.714 142.857 x 5 = 714.285

142.857 x 3 = 428.571 142.857 x 6 = 857.142

142.857 x 4 = 571.428 142.857 x 7 = 999.999

 

È facile osservare che le 6 cifre del numero compaiono, tra l’altro nello stesso ordine, anche nei risultati. Moltiplicando il numero «magico» per 7 si ottiene invece 999.999. Disponendo le cifre in cerchio e iniziando a leggere in un punto qualsiasi procedendo in senso orario si ottiene sempre un numero multiplo di 142.857: ecco perché questo viene chiamato numero ciclico. Forse avete anche osservato che sommando le due cifre opposte nella disposizione circolare si ottiene sempre 9. Queste proprietà appartengono a tutti i numeri ciclici: 142.857 è il più piccolo di questi e si ottiene dividendo 1 per 7 (e, naturalmente, considerando le prime 6 cifre decimali). Un altro numero di questo genere si ottiene dividendo 1 per 17: si tratta esattamente di 588.235.294.117.647. Dividendo 1 per 97, invece, si ottiene un numero ciclico di ben 96 cifre!

Il Mago dei Numeri

image Il mago dei numeri è il professore di matematica che tutti avremmo voluto avere; simpatico, magico, giocherellone, sempre pronto a sfidarci senza che ce ne accorgiamo. L’autore, Hans Magnus Enzensberger, non è un matematico, tuttavia dimostra di essere un ottimo divulgatore verso il pubblico più giovane. Questo libro si può leggere «prima di addormentarsi» ma soprattutto è consigliato a chi ha da sempre «paura della matematica».
Insegnare la matematica può risultare impossibile a volte. Ci vuole un professore in grado di appassionare gli studenti, capaci di mostrare quanto la matematica sia radicata nella vita di tutti i giorni.
L’algebra, come la geometria e la trigonometria, sono materie complesse, soprattutto per chi le insegna. A chi non riesce a dimostrare che servono a tutti e non solo a gli ingegneri spaziali, scienziati o ai professori di matematica, l’impresa di far conoscere queste materie può diventare davvero ardua.
Una soluzione può essere quella adottata dal mago dei numeri, un diavoletto furbetto e – inizialmente – fastidioso, che irrompe nei sogni del piccolo Roberto, uno studente timoroso della matematica come tanti altri.image
Tra calcolatrici di morbida gomma, numeri che se ne vanno a spasso per il cielo, operazioni svolte su fantomatiche lavagne magiche, il mago dei numeri riesce ad intrappolare il piccolo Roberto, sfidandolo a giocare con la matematica.
Il libro è diviso in notti. Nel sonno, il diavoletto tempestoso, punzecchia e sfida il suo protetto. L’elevamento a potenza si trasforma in un numero che saltella, i numeri primi diventano i numeri príncipi, estrarre radici diventa saltare all’indietro, facile come estrarre una rapa.
Leonardi da Pisa, detto Fibonacci, si traveste nel signor Bonaccione, e ci mostra alcune proprietà magiche dei numeri.
Roberto, con il tempo, diventerà amico del diavoletto matematico, ma anche il lettore non potrà far a meno di apprezzarlo, soprattutto dopo aver svolto gli esercizi alla fine di ogni capitolo.
Il mago dei numeri è un testo per tutti, adulti e meno adulti. Indirizzato prettamente per un pubblico giovane, può comunque risultare illuminante anche a chi di matematica se ne intende seriamente. Questo è un testo che una scuola dovrebbe sicuramente proporre ai suoi alunni.